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mercoledì 23 novembre 2011

E' questione di spazio...

Ieri sera mi è capitato di vedere la puntata di matrix dove il tema trattato era la violenza sulle donne.
Mi ha colpito molto la testimonianza di una signora che aveva patito le gravi percosse inflitte dal marito per ben trentanni per l’amore dei suoi figli. Solo quando questi si sono laureati e quindi lei non si è sentita più responsabile della loro vita,ha deciso di ribellarsi e denunciare quel mostro sotto mentite spoglie.
L’ avvocatessa presente in trasmissione ha specificato che la violenza parte dalla base culturale di cui siamo vittime noi donne, cioè la donna deve essere sottomessa,obbediente e remissiva .
 Per fortuna, la società è molto cambiata,ma ancora siamo obbligate a crearci uno spazio in tutto ciò che affrontiamo, sia nel lavoro che nella nostra famiglia.
Ma io mi chiedo : non c’è abbastanza spazio per tutti? Non possiamo convivere in armonia o dobbiamo per forza sgomitare?
Per quanto mi riguarda, non voglio più di quanto non mi tocchi,il mio spazio vitale, quello necessario per poter creare e supportare la mia famiglia.
Sono ancora una studentessa universitaria della facoltà di agraria,in vista della laurea, e nella mia carriera mi è capitato un professore che mi ha rimandata all’esame per ben tre volte solo per il semplice fatto che ero una ragazza e quindi non adatta agli studi di agraria, da sempre frequentata da soli uomini.
Alla fine ho vinto io perché ho dato la materia, ma ho perso ben tre appelli e buona parte della pazienza di cui sono provvista...
Io ho una voce come tutte voi e non ho paura di usarla. Non voglio e non devo avere paura di usarla e neanche  voi.  
Che farò? Non pretendo di essere ricca o potente
né corteggiata o ammirata
né elogiata per la mia bellezza né esaltata per il mio ingegno.
Ahimè! Niente di questo merita il mio impegno o il mio sudore,né può contentare le mie ambizioni;
la mia anima, nata per altro, di più, mai si sottometterà a tali cose,
ma sarò qualcosa di grande
in sé e non nell’apprezzamento del volgo. “
          Mary Astell.

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